(troppo vecchio per rispondere)
Definizione contemporanea dell'invidia
Tiberiano
2004-01-28 21:46:01 UTC
Salve,

moralismi a parte e a prescindere da reminescenze para-religiose
(invidia come 'vizio capitale'), mi piacerebbe discutere con voi sul
significato che oggi si possa attribuire a questa emozione.
Invidia è il risentimento spesso malcelato verso chi ostenta benessere,
privilegi, potere e ricchezze ?
E' la linfa vitale dei mediocri e dei frustrati ?
O il sintomo di una sostanziale iniquità generalizzata, che trova sfogo
nell'insorgenza di tale reazione emotiva, tanto vituperata e ritenuta
malsana dai più ?
L'invidia è correlata alla percezione dell'altrui 'merito' e della propria
limitatezza di mezzi e risorse ?
Qual è il profilo psicologico 'medio' dell'invidioso ?

saluti
Tib

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
giberish
2004-01-28 22:36:01 UTC
Tiberiano
Post by Tiberiano
moralismi a parte e a prescindere da reminescenze para-religiose
(invidia come 'vizio capitale'), mi piacerebbe discutere con voi sul
significato che oggi si possa attribuire a questa emozione.
Invidia è il risentimento spesso malcelato verso chi ostenta benessere,
privilegi, potere e ricchezze ?
E' la linfa vitale dei mediocri e dei frustrati ?
O il sintomo di una sostanziale iniquità generalizzata, che trova sfogo
nell'insorgenza di tale reazione emotiva, tanto vituperata e ritenuta
malsana dai più ?
L'invidia è correlata alla percezione dell'altrui 'merito' e della propria
limitatezza di mezzi e risorse ?
Qual è il profilo psicologico 'medio' dell'invidioso ?
Secondo me l'invidia è una delle qualità più perniciose dellìessere umano.
Si tratta di possessività inespressa .... che si manifesta come emozione
negativa e rivolta contro chi è depositario di ciò che l'invidioso vorrebbe
possedere ma non può/non riesce .... con l'intento di distruggerlo
(distruggere il "possidente" e l'oggetto "posseduto").
Tendenzialmente quindi è, roboantemente parlando, il peggior "nemico" del
geloso e del possessivo.
In altri termini l'invidioso si scaglia contro i gelosi-possessivi, ed i
possessivi cercano di sopravvivere ai loro attacchi cercando di proteggere
la "mercanzia" hehe.

Saluti
Vincenzo Del Piano
2004-01-29 14:21:03 UTC
Post by Tiberiano
Invidia è il risentimento spesso malcelato verso chi ostenta benessere,
privilegi, potere e ricchezze ?
SI'; ma non verso "chi ostenta": piuttosto verso chi HA benessere eccetera:
l'invidioso *sa* distinguere tra millanteria e "vero predominio" della
persona che invidia.
Post by Tiberiano
E' la linfa vitale dei mediocri e dei frustrati ?
NO (credo) ... perchè non vedo quale "linfa" potrebbe essere; non vedo
*quale nutrimento* potrebbe essere.
Nè è vero (imho) che l'invidia è appannaggio di mediocri e frustrati :
possono provare invidia anche persone di successo/potere; "basta" che
pensino che qualcun altro ha *più* successo/potere ...
Post by Tiberiano
O il sintomo di una sostanziale iniquità generalizzata, che trova sfogo
nell'insorgenza di tale reazione emotiva, tanto vituperata e ritenuta
malsana dai più ?
Nel senso che ... l'invidioso "avrebbe ragione?" :-o
Post by Tiberiano
L'invidia è correlata alla percezione dell'altrui 'merito' e della propria
limitatezza di mezzi e risorse ?
Se (se!) metti tra virgolette il "merito" altrui ... allora SI': l'invidia è
effetto della percezione del successo altrui, confrontato con il (presunto)
insuccesso proprio.
Post by Tiberiano
Qual è il profilo psicologico 'medio' dell'invidioso ?
Quello descritto (mirabilmente) da Melanie Klein: l'invidia è il pensiero
(sbagliato ... addirittura *stupido*) per cui, se a un altro càpita/riesce
qualcosa di buono ... allora *non può più* capitare/succedere a noi.
In questo senso sarebbe ipotizzabile (anche/addirittura) una
funzione/emergenza di difesa biologica, "giustificata" dal fatto che in un
regime di *carenza di risorse*, SE un altro si avvantaggia/appropria di
qualcosa, ne resta *di meno* per gli altri/*noi*!
Ora ... *io non so* (nel senso che *non escludo*) che noialtri tutti si viva
(ancora) in un regime di "carenza di risorse", per cui chi se ne accaparra
alcune lascia "a bocca asciutta" gli altri ... ma (imho) resta il fatto
che -giacchè l'invidia non può (civilmente/culturalmente) esprimersi nella
"serena" aggressività/*distruttività* nei confronti dell'antagonista
accaparratore (per es. *uccidendolo* così non se ne parla più!)- ... essa
invidia NON SERVE A NIENTE ... tranne che a disperdere energie (non solo
psichiche/libidiche) nel desiderio (inconfessato?) di distruggere/uccidere
l'antagonista. Anzi ... l'invidia sembra rendere necessarie DUE fatiche
entrambe improduttive perchè antagoniste: la prima è quella di odiare, e la
seconda di "lasciar perdere"...

Tutto sommato ... *è meglio lasciar perdere* prima ancora di cominciare
:-))))
Peraltro, non era una valutazione sull'opportunità di essere invidiosi, ciò
che chiedevi di discuere; spero di essere stato pertinente alla tua domanda.

Ciao a te; ciao a tutti.
--
Vincenzo
Clo
2004-01-29 15:21:01 UTC
Post by Vincenzo Del Piano
Quello descritto (mirabilmente) da Melanie Klein: l'invidia è il pensiero
(sbagliato ... addirittura *stupido*) per cui, se a un altro càpita/riesce
qualcosa di buono ... allora *non può più* capitare/succedere a noi.
In questo senso sarebbe ipotizzabile (anche/addirittura) una
funzione/emergenza di difesa biologica, "giustificata" dal fatto che in un
regime di *carenza di risorse*, SE un altro si avvantaggia/appropria di
qualcosa, ne resta *di meno* per gli altri/*noi*!
Non può esserci nell'invidia, anche, un re-indirizzare verso l'altro una
rabbia rivolta verso noi stessi, per ciò che non riusciamo a
compiere/raggiungere?

L'altro nel momento in cui raggiunge il "nostro" obiettivo, svela la
nostra incapacità a farlo. Ci ricorda la nostra debolezza.
A quel punto ce la prendiamo con lui perchè ha smascherato la nostra
"incapacità" (=quella che avvertiamo dolorosamente come una nostra
incapacità), che magari altrimenti avremmo cercato di occultare.

A quel punto "toccati sul vivo" abbiamo o la possibilità di affossarci di
critiche o di attaccare l'altro. Nel primo caso rischiamo l'angoscia, nel
secondo un pò di rabbia che poi in definitiva esce fuori: ha un suo
catalizzatore.
Dunque in termini di equilibrio psichico, può apparire preferibile la
seconda scelta.

L'invidioso alla fine ce l'ha con se stesso, non con l'altro. L'altro è lo
strumento mediante cui l'io devia l'ira del suo furibondo super-io.

Ti pare credibile questa ricostruzione che, inutile dirlo, è molto (e in
tutti i sensi) "personalizzata"?
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
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Torileo
2004-01-29 17:51:02 UTC
giberish ha scritto:

|| Tiberiano
||| moralismi a parte e a prescindere da reminescenze para-religiose
||| (invidia come 'vizio capitale'), mi piacerebbe discutere con voi sul
||| significato che oggi si possa attribuire a questa emozione.
||| Invidia è il risentimento spesso malcelato verso chi ostenta
||| benessere, privilegi, potere e ricchezze ?
||| E' la linfa vitale dei mediocri e dei frustrati ?
||| O il sintomo di una sostanziale iniquità generalizzata, che trova
||| sfogo nell'insorgenza di tale reazione emotiva, tanto vituperata e
||| ritenuta malsana dai più ?
||| L'invidia è correlata alla percezione dell'altrui 'merito' e della
||| propria limitatezza di mezzi e risorse ?
||| Qual è il profilo psicologico 'medio' dell'invidioso ?
||
|| Secondo me l'invidia è una delle qualità più perniciose dellìessere
|| umano. Si tratta di possessività inespressa .... che si manifesta
|| come emozione negativa e rivolta contro chi è depositario di ciò che
|| l'invidioso vorrebbe possedere ma non può/non riesce .... con
|| l'intento di distruggerlo (distruggere il "possidente" e l'oggetto
|| "posseduto").
|| Tendenzialmente quindi è, roboantemente parlando, il peggior
|| "nemico" del geloso e del possessivo.
|| In altri termini l'invidioso si scaglia contro i gelosi-possessivi,
|| ed i possessivi cercano di sopravvivere ai loro attacchi cercando di
|| proteggere la "mercanzia" hehe.
||
|| Saluti

Fuor di parafrasi: conflitto di classe. L'invidia alla base del comunismo.
Effettivamente l'invidia nasce da un sentimento virtuoso: il senso di
ingiustizia.
L'ingiustizia, se percepita in forma meno generalizzata e condita con
egoismo e meschinità, alimenta l'invidia.
E' senz'altro ingiusto che ci sia gente incapace e volgare che ha soldi,
potere e donne e magari si lamenta e si comporta pure in maniera indegna con
i meno fortunati... però invidiare gente simile significa anche un po'
insultare se stessi.
Disprezzarla e cercare di togliergli potere, soldi e donne è invece del
tutto sano e ragionevole.
Il fatto è che spesso la gente che invidia è la maggior sostenitrice, e se
fosse messa al posto di coloro che invidia, si comporterebbe come loro.
L'invidia, in questo senso, è una forma ancor più malata di idolatria. Si
idolatra la persona attraverso ciò che ha e rappresenta.
Certa gente ama essere invidiata... Intere relazioni si basano su questo.
Ci sono certe accoppiate di amici che vivono di questa sorta di rapporto
simbiotico: invidioso/invidiato. Ad un osservatore esterno si somigliano
moltissimo.
Catja Moeller
2004-01-29 17:51:02 UTC
Post by Vincenzo Del Piano
Se (se!) metti tra virgolette il "merito" altrui ... allora SI': l'invidia è
effetto della percezione del successo altrui, confrontato con il (presunto)
insuccesso proprio.
Non solo, secondo me. Se fosse tutto li' sarei invidiosa di mezzo
mondo o piu'.
Post by Vincenzo Del Piano
Post by Tiberiano
Qual è il profilo psicologico 'medio' dell'invidioso ?
Quello descritto (mirabilmente) da Melanie Klein: l'invidia è il pensiero
(sbagliato ... addirittura *stupido*) per cui, se a un altro càpita/riesce
qualcosa di buono ... allora *non può più* capitare/succedere a noi.
Non mi convince, per il motivo di cui sopra. Sono invidiosa di chi ha
qualcosa che io vorrei, ma ce l'ha *senza* esserselo meritato. Non
invidio chi guadagna piu' di me, se (ai miei occhi) lavora bene, lo
invidio, se ha ottenuto quella posizione grazie a "qualita'" a cui IO
non do valore, o che a me stanno sulle balle.

Non invidio neanche chi e' stato solo fortunato. L'invidia scatta
quando il successo altrui implicitemente mi dice che io, come sono /
voglio / posso essere valgo poco, mentre vale molto quello che io NON
sono ne' voglio ne' posso essere.
Post by Vincenzo Del Piano
Ora ... *io non so* (nel senso che *non escludo*) che noialtri tutti si viva
(ancora) in un regime di "carenza di risorse", per cui chi se ne accaparra
alcune lascia "a bocca asciutta" gli altri
Trovami una risorsa che NON sia carente...
giberish
2004-01-29 18:16:01 UTC
Torileo
Post by Torileo
Fuor di parafrasi: conflitto di classe. L'invidia alla base del comunismo.
Effettivamente l'invidia nasce da un sentimento virtuoso: il senso di
ingiustizia.
L'ingiustizia, se percepita in forma meno generalizzata e condita con
egoismo e meschinità, alimenta l'invidia.
E' senz'altro ingiusto che ci sia gente incapace e volgare che ha soldi,
potere e donne e magari si lamenta e si comporta pure in maniera indegna con
i meno fortunati... però invidiare gente simile significa anche un po'
insultare se stessi.
Disprezzarla e cercare di togliergli potere, soldi e donne è invece del
tutto sano e ragionevole.
Il fatto è che spesso la gente che invidia è la maggior sostenitrice, e se
fosse messa al posto di coloro che invidia, si comporterebbe come loro.
L'invidia, in questo senso, è una forma ancor più malata di idolatria. Si
idolatra la persona attraverso ciò che ha e rappresenta.
Certa gente ama essere invidiata... Intere relazioni si basano su questo.
Ci sono certe accoppiate di amici che vivono di questa sorta di rapporto
simbiotico: invidioso/invidiato. Ad un osservatore esterno si somigliano
moltissimo.
Effettivamente l'invidia nasce da un sentimento virtuoso: il senso di
ingiustizia.
Secondo me no. L'invidia nasce da un ego frustrato, da un narcisismo
patologico a pezzi, da un "bisogno di attaccamento" verso oggetti e cose
"mancato" .... e sfocia in un bisogno di distruggere ciò che non si ha e che
si vorrebbe.
Mi ricordo un'anziana e "bigia" psicoanalista (arg, la stessa che condivise
con me la pazzia-psicosi delle due sante, Teresa e Caterina) bioniana che un
giorno raccontò una storiella emblematica sull'invidia:
« Un giorno in giardino la bimbetta vide un bellissimo fiore sbocciato da
una pianta rampicante ... lo voleva cogliere e prendere con sè ma era
piccina e non ci riusciva perché era un pò in alto ... certo, un adulto ce
l'avrebbe fatta allungando una mano. Allora corse in casa e chiamò la nonna,
la portò in giardino per farle vedere quel fiore, ed insieme l'ammirarono e
ne gustarono la bellezza.
Ad un certo punto la bimba tentò di prenderlo ma dopo qualche tentativo
desistì, era troppo in alto. La nonna intanto guardava .... ad un certo
punto la bambina, indispettita, guardò la nonna .... la nonna capì e la
prese in braccio, avvicinandola al fiore tanto agognato .... la bimba in
quel momento potè raggiungere il fiorelluzzo e con una mano lo strappò dalla
pianta.
Una volta messa a terra, la bimba guardò il fiore che ora teneva in mano
..... ad un certo punto si girò verso la nonna, la guardò dritta dritta negli
occhi e con uno sguardo da "assassina" stritolò il fiore nelle sue mani, lo
DISINTEGRO'.»

Saluti
Amelia Ameliae
2004-01-29 20:51:02 UTC
Post by giberish
Una volta messa a terra, la bimba guardò il fiore che ora teneva in mano
..... ad un certo punto si girò verso la nonna, la guardò dritta dritta negli
occhi e con uno sguardo da "assassina" stritolò il fiore nelle sue mani, lo
DISINTEGRO'.»
"io ce l'ho ... e tu ... a vita ...... no!!!" ?
e' questo il senso? oppure?

Amelia
giberish
2004-01-29 22:36:01 UTC
Amelia Ameliae
Post by Amelia Ameliae
"io ce l'ho ... e tu ... a vita ...... no!!!" ?
e' questo il senso? oppure?
La bimba voleva il fiore (possedere) MA si era resa conto che non poteva
riuscirci .... non come sua nonna, che invece era "grande".
L'attrazione verso quel fiore "impossibile" per lei si era "tramutato" in
odio .... ora voleva prendere quel fiore per poterlo distruggere perché
l'aveva ferita .... quindi lo distrugge, lo disprezza e lo disintegra
affinchè non ne rimanga più traccia .... traccia del:
-desiderio;
-dell'odio;
-della ferita narcisistica;
-dell'oggetto desiderato.
E di conseguenza sia lei che nessun altro potrà mai più vedere nè ammirare
quel fiore, non fu suo ... non sarà di nessuno.

Ciao
Torileo
2004-01-30 14:26:03 UTC
giberish ha scritto:

|| Secondo me no. L'invidia nasce da un ego frustrato, da un narcisismo
|| patologico a pezzi, da un "bisogno di attaccamento" verso oggetti e
|| cose "mancato" .... e sfocia in un bisogno di distruggere ciò che
|| non si ha e che si vorrebbe.
|| Mi ricordo un'anziana e "bigia" psicoanalista (arg, la stessa che
|| condivise con me la pazzia-psicosi delle due sante, Teresa e
|| Caterina) bioniana che un giorno raccontò una storiella emblematica
|| sull'invidia:
|| « Un giorno in giardino la bimbetta vide un bellissimo fiore
|| sbocciato da una pianta rampicante ... lo voleva cogliere e prendere
|| con sè ma era piccina e non ci riusciva perché era un pò in alto ...
|| certo, un adulto ce l'avrebbe fatta allungando una mano. Allora
|| corse in casa e chiamò la nonna, la portò in giardino per farle
|| vedere quel fiore, ed insieme l'ammirarono e ne gustarono la
|| bellezza.
|| Ad un certo punto la bimba tentò di prenderlo ma dopo qualche
|| tentativo desistì, era troppo in alto. La nonna intanto guardava
|| .... ad un certo punto la bambina, indispettita, guardò la nonna
|| .... la nonna capì e la prese in braccio, avvicinandola al fiore
|| tanto agognato .... la bimba in quel momento potè raggiungere il
|| fiorelluzzo e con una mano lo strappò dalla pianta.
|| Una volta messa a terra, la bimba guardò il fiore che ora teneva in
|| mano ..... ad un certo punto si girò verso la nonna, la guardò
|| dritta dritta negli occhi e con uno sguardo da "assassina" stritolò
|| il fiore nelle sue mani, lo DISINTEGRO'.»
||
|| Saluti

Ti rispondo con una battuta un po' esistenzialista: e nn ti sembra ingiusto
che la combinazione bambina+fiore sia meno felice della bambina da sola?
La vita è ingiusta. Tutti cerchiamo qualcosa che genericamente definiamo
felicità... nella costituzione degli USA c'è perfino scritto: giustizia
vuole felicità per tutti. Eppure chi persegue la felicità attraverso le
cose, nella sua miopia, si accorge che chi possiede le cose che lui cerca,
non è più felice di lui stesso.
Ed il sentimento è tanto maggiore qunto più la persona che si invidia
dimostra la propria infelicità ostentando ciò che altri nn hanno. La cosa si
può addirittura capovolgere...
Insomma, dire che l'invidia e il senso di ingiustizia percepito in forma
particolarista e condito con egoismo e meschinità non mi sembra così
arbitrario.
giberish
2004-01-30 14:51:02 UTC
Torileo
Post by Torileo
Ti rispondo con una battuta un po' esistenzialista: e nn ti sembra ingiusto
che la combinazione bambina+fiore sia meno felice della bambina da sola?
Non so se ho capito, comunque per quanto ho capito mi viene da rispondere:
no, non mi sembra ingiusto ... mi sembra, in questo caso, un fenomeno di
"causa-effetto".
Post by Torileo
La vita è ingiusta.
Secondo me la vita è giusta, e ci meritiamo esattamente la vita che
conduciamo, causata da "come" la conduciamo.
Se siamo inconsapevoli, vigerà la legge di "causa-effetto" (vedi bimba); se
siamo consapevoli saremo "padroni" delle nostre azioni ed effetti ;-)))
Post by Torileo
Tutti cerchiamo qualcosa che genericamente definiamo
felicità... nella costituzione degli USA c'è perfino scritto: giustizia
vuole felicità per tutti. Eppure chi persegue la felicità attraverso le
cose, nella sua miopia, si accorge che chi possiede le cose che lui cerca,
non è più felice di lui stesso.
Ed il sentimento è tanto maggiore qunto più la persona che si invidia
dimostra la propria infelicità ostentando ciò che altri nn hanno. La cosa si
può addirittura capovolgere...
Insomma, dire che l'invidia e il senso di ingiustizia percepito in forma
particolarista e condito con egoismo e meschinità non mi sembra così
arbitrario.
Ah, ho capito. Allora prima ti ho risposto come ti ho risposto perché non
avevo compreso il significato che tu davi al termine
"giustizia/ingiustizia".
Ora capisco il tuo ragionamento e lo condivido; però toglierei il "virtuoso"
dal "sentimento di ingiustizia"!
;-)))
Cioè, letto in questi termini, il "senso di ingiustizia" è un precursore
della gelosia, della possessività e dell'invidia, roba perniciosa insomma.

Saluti
MrAlfa
2004-01-31 08:56:02 UTC
Post by Tiberiano
Invidia è il risentimento spesso malcelato verso chi ostenta benessere,
privilegi, potere e ricchezze ?
Io avevo letto che l'invidia è una deformazione dello spirito
d'imitazione che è alla base dell'apprendimento di molti dei nostri
comportamenti.

Per cui alla base c'è: perchè a lui si ed a me no?
Anche io volgio essere\fare... come lui.

Fernando
Donami la forza di cambiare le cose,
di accettare cio' che non posso cambiare,
e la saggezza per distinguere tra le due
Sabbie d'Olonne
2004-01-31 09:51:02 UTC
Post by Tiberiano
Salve,
moralismi a parte e a prescindere da reminescenze para-religiose
(invidia come 'vizio capitale'), mi piacerebbe discutere con voi sul
significato che oggi si possa attribuire a questa emozione.
Invidia è il risentimento spesso malcelato verso chi ostenta benessere,
privilegi, potere e ricchezze ?
E' la linfa vitale dei mediocri e dei frustrati ?
O il sintomo di una sostanziale iniquità generalizzata, che trova sfogo
nell'insorgenza di tale reazione emotiva, tanto vituperata e ritenuta
malsana dai più ?
L'invidia è correlata alla percezione dell'altrui 'merito' e della propria
limitatezza di mezzi e risorse ?
Qual è il profilo psicologico 'medio' dell'invidioso ?
saluti
Tib
Tenderei a dire che l'invidia è un peccato (quindi ben venga il lato morale
che hai menzionato).
Dal punto di vista, psicologico, invece, direi che è producente una lettura
cognitiva dell'invidia.
Che cos'è? Secondo me è semplicemente l'accostamento inconscio fra ciò che è
una persona ricca, bella o quant'altro si possa desiderare e i sentimenti
che, per contrasto, si producono in chi è invidioso perchè non ha queste
qualità, doti, attitudini eccera. E lì l'invidia (la radice latina lo
tradisce: odio...) diventa l'odio per chi *ci ricorda quello che non siamo o
non abbiamo*. Tutto qui, credo. Pertanto, l'invidia ha anche una possibile
soluzione cognitiva. Penso, per esempio, ad una soluzione nel caso del
religioso. Il religioso sa che non deve essere invidioso perchè nel suo
mondo di valori quelle cose possedute non devono contare quasi nulla.
Ciao
-- Sables
Vincenzo Del Piano
2004-01-31 10:26:01 UTC
Post by Clo
Non può esserci nell'invidia, anche, un re-indirizzare verso l'altro una
rabbia rivolta verso noi stessi, per ciò che non riusciamo a
compiere/raggiungere?
L'invidioso alla fine ce l'ha con se stesso, non con l'altro. L'altro è lo
strumento mediante cui l'io devia l'ira del suo furibondo super-io.
Ti pare credibile questa ricostruzione che, inutile dirlo, è molto (e in
tutti i sensi) "personalizzata"?
:-))))))))))))
Certo che è credibile.
Però -a mia opinione- non smette di essere *inutile*, non solo perchè
produce malessere (chè l'invidia è un sentimento "doloroso"), ma perchè non
produce alcun cambiamento; ANZI, *impedisce* che l'energia venga canalizzata
per FARE qualcosa e livellare "il gap" nei confronti della persona
invidiata. L'energia "se ne va TUTTA" in un sentimento ostile (che "fa
male") e *improduttivo*, perchè la persona invidiata ... resta "meglio"!
Per converso, conosco uno (*piccolo* velista ...) che quando gli càpita di
vedere "barconi" da miliardario ... preferisce pensare cosa può fare per
averlo anche lui ... piuttosto che "sperare invidiosamente" che coli a picco
il barcone dell'altro ...
Mi sa che ... non ce l'avrà lo stesso "il barcone" ... ma almeno si
industria come può a non farsi scappare qualche occasione; e -tra l'altro
(che poco non è!)- quando veleggia (da piccolo cabotaggio ...) mi pare molto
contento di *come/quanto* si è saputo industriare per avere la barca *che
ha*.

Infine - e più "IT"- credo che anche il reindirizzamento della rabbia del
Super-IO sia di efficacia limitata; da qualche parte resta l'immagine del
*proprio IO-ideale* che è irrisolto e insoddisfatto; *resta* la questione
che non ci *si* è stati sufficienti.
Perchè uno non riesce (proprio) a godersi quello *che ha*? quello *che ha
fatto LUI*?

Ciao, Clo :-)) Ciao a tutti.
--
Vincenzo
Azzurra
2004-02-01 09:26:01 UTC
Post by Tiberiano
Salve,
moralismi a parte e a prescindere da reminescenze para-religiose
(invidia come 'vizio capitale'), mi piacerebbe discutere con voi sul
significato che oggi si possa attribuire a questa emozione.
Invidia è il risentimento spesso malcelato verso chi ostenta benessere,
privilegi, potere e ricchezze ?
E' la linfa vitale dei mediocri e dei frustrati ?
O il sintomo di una sostanziale iniquità generalizzata, che trova sfogo
nell'insorgenza di tale reazione emotiva, tanto vituperata e ritenuta
malsana dai più ?
L'invidia è correlata alla percezione dell'altrui 'merito' e della propria
limitatezza di mezzi e risorse ?
Qual è il profilo psicologico 'medio' dell'invidioso ?
saluti
Tib
Una Buona educazione cristiana può tenerti lontano dall'invidia perchè
peccato mortale "non desiderare la roba d'altri", una Buona educazione del
bambino sin dai primi anni di vita gli dia sicurezza e autostima, per me
sono sufficenti per non essere degli importanti invidiosi da adulti.


Ciao Azzurra
Post by Tiberiano
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